Il gioco d’azzardo arriva in europa

Bisognerebbe fare un “punto fermo” ed equiparare le problematiche che possono derivare dal gioco d’azzardo patologico agli altri problemi derivanti alla salute pubblica dal fumo e dall’obesità: questo sarebbe un primo ed importante passo in avanti che avrebbe come scopo porre l’attenzione anche dell’Unione Europea sul gioco d’azzardo, le sue problematiche sociali e dare la priorità per le soluzioni alle persone rispetto alle esigenze finanziarie del mercato unico. La protezione delle persone fragili, e più facilmente “condizionabili”, deve assolutamente portare il Parlamento Europeo ad elaborare linee guida nell’ambito del gioco d’azzardo come è stato fatto per altri settori importanti per la salute pubblica.

Il mondo-gioco, ed i suoi problemi, non possono rimanere un “nostro problema italiano”, ma devono diventare obbiettivi per l’Europa che si deve impegnare con tutte le sue forze ad affrontarli, trovare soluzioni e farle diventare “comunitarie”. Occorre, come si è già detto, una normativa armonizzata a livello europeo dato che esiste la libera circolazione dei cittadini in Europa il problema del gioco d’azzardo è “e deve diventare un problema europeo”. Un cittadino europeo viene in Italia per lavoro, per turismo o per studio e si imbatte nei giochi proposti dalle slot machine e, se sviluppa una patologia conseguente, i relativi costi non possono ricadere sul sistema sanitario solo del suo Paese d’origine… non sembra assolutamente giusto: ecco cosa dovrebbe significare Unione Europea. Quando questo “meccanismo” diverrà reale ed operativo si potrà dire che esista veramente un’Europa Unita… non prima e non senza farci propri i problemi di ogni Stato membro.